Rita Khin (Myanmar)
It is sweet like honey?

Exhibition at Redorta Valley, Sonogno 2023
in collaboration with Pro Helvetia New Delhi

 
 

Freedom is something entirely else for me. I am a queer woman from a country with war. I don’t want to be dramatic. But there is nothing close to being free for me, my family, friends or my country. But I want to taste it. Is it sweet like honey? Is it beautiful? Is it like heaven?

These days I think about death more and more often. Are we already dead and in hell? Why do we have to say violent things all the time?

Or is it another dimension of heaven?

Being gay is sinful, they said. But what about their sin?

Has God forgiven me? For swearing “Motherfucker” to the dicta- tor, for wishing death, for saying “I am free” as a lie. But can I not say I am free or carefree because it is sunny today?

By the way, do you believe in reincarnation? Yes, we do believe in reincarnation. But in our country, we often say, don’t ever reincar- nate again in Myanmar or Birmania as it is hell.

We often dance, drink, get drunk and drink a little bit more. Not because we are happy but because if we stop, we might start crying for the dead. The first death was the hardest. Then, we became kind of numb. Is it also sin?

But let’s get back to freedom. Is it sweet like honey? Is it beautiful? Is it like heaven?

I am now free because today, it is sunny. But it is fictional, no? So, in a sense of fiction, it is not true.

Per me, la libertà è qualcosa di completamente diverso. Sono una donna queer proveniente da un paese in guerra. Non voglio essere drammatica. Ma non c’è nulla che si avvicini alla libertà per me, per la mia famiglia, gli amici o il mio paese. Eppure voglio assaporarla. È dolce come il miele? È bella? È come il paradiso?

Ultimamente penso sempre più spesso alla morte. Siamo già morti e arrivati all’inferno? Perché dobbiamo sempre dire cose violente?

Oppure è un’altra dimensione del paradiso?

Essere gay è peccaminoso, dicono loro. Ma qual è il loro peccato? Dio mi ha perdonato? Per aver bestemmiato il dittatore, per aver desiderato la morte, per aver detto “sono libera” mentendo. Ma non mi è concesso dire di essere libera o spensierata perché oggi c’è il sole?

A proposito, credete nella reincarnazione? Sì, crediamo nella reincarnazione. Ma nel nostro paese diciamo spesso: non reincar- narti mai più in Myanmar o Birmania, perché è l’inferno.

Spesso balliamo, beviamo, ci ubriachiamo e beviamo ancora un po’. Non perché siamo felici, ma perché se smettessimo potrem- mo iniziare a piangere i morti. La prima morte è stata la più difficile. Poi ci siamo quasi abituati. Anche questo è peccato?

Ma torniamo alla libertà. È dolce come il miele? È bella? È come il paradiso?

Adesso sono libera perché oggi c’è il sole. Ma è finzione, vero? Quindi, per finzione, non è vero.


Rita Khin

(ENG) Rita Khin is a queer photographer based in Myanmar and is a co-founder of Thuma Collective, initiated in 2017 which includes six Myanmar women photographers who are dedicated to visual storytelling.
As a queer visual artist, her stories entrenched upon being part of a queer community and intimate relationships. Asides from this, she works with visual poems, landscapes and stories that have connection to her country’s complex political situations.
In 2018, She was selected to participate in VII’s Foundation “Bur- mese’s Days Photography Workshop” with two well-renowned photography mentors from VII agency, Philip Blenkinsop and Daniel Schwartz. In 2019, she was selected as a fellow to attend the Angkor Photo Festival. Her works were exhibited internation- ally in Bangkok Arts and Culture Center, Jakarta Photo Festival and Kochi-Muziris Biennale.

(ITA) Rita Khin è una fotografa queer con sede in Myanmar. Nel 2017 ha co-fondato Thuma Collective, composto da sei fotografe don- ne del Myanmar dedite alla narrazione visiva.
Come artista visiva queer, le sue storie sono radicate nell’essere parte di una comunità queer e nelle relazioni intime. Oltre a ciò, lavora con poesie visive, paesaggi e storie che hanno una con- nessione con la complessa situazione politica del suo paese.
Nel 2018, è stata selezionata per partecipare al “Burmese’s Days Photography Workshop” insieme a due rinomati mentori della fotografia dell’agenzia VII, Philip Blenkinsop e Daniel Schwartz. Nel 2019, è stata selezionata come borsista per partecipare all’An- gkor Photo Festival. Le sue opere sono state esposte a livello internazionale presso il Bangkok Arts and Culture Center, il Ja- karta Photo Festival e il Kochi-Muziris Biennale.